Libri: Sex Work – La prostituzione in Europa…oltre i pregiudizi

Libri: Sex Work – La prostituzione in Europa…oltre i pregiudizi

“Sex Work – La prostituzione in Europa…oltre i pregiudizi”, il mestiere più antico del mondo visto da una nuova prospettiva

Sex Work – La prostituzione in Europa…oltre i pregiudizi” di Ugo Rosenberg (Edizioni Croce, nov. 2020) è una ricognizione a trecentosessanta gradi sul “mestiere più antico del mondo”. L’autore ha affrontato l’argomento con metodo, costruendo un poderoso volume che si snoda da un’analisi storico-sociale del fenomeno a partire dall’antichità fino a raccontare come viene organizzata, gestita e controllata questa attività ai giorni nostri, in ogni singolo paese d’Europa.
Da Amsterdam a Berlino, da Vienna a Praga, dai quartieri a luci rosse ai centri benessere FKK, la narrazione, sempre documentata e verificata in prima persona, procede sul triplo binario del cliente, della lavoratrice e della legislazione di riferimento adottata.

Sex Work, una nuova prospettiva che ribalta un antico pregiudizio

Rosenberg innanzitutto evidenzia la funzione sociale della prostituzione e ribalta un pregiudizio molto comune, quello che vede indistintamente tutte le persone che si prostituiscono come vittime di tratta o sfruttamento. Un presupposto che induce molti alla negazione assoluta del fenomeno, tanto da far diventare la prostituzione una realtà della quale parlare solo sottovoce. L’autore dimostra invece, attraverso la sua ricerca, come soltanto una piccola percentuale delle persone che si prostituiscono sia oggetto di coercizione e violenza, mentre la maggior parte di loro ha fatto una scelta di vita, volontaria e determinata, della quale si è assunta la responsabilità e della quale è soddisfatta. Le pubblicazioni sull’argomento reperibili in commercio sono poche e fumose e soprattutto risentono di pregiudizi che stigmatizzano a priori le sex worker; Rosenberg invece si interroga sulle scelte operate nei singoli paesi, sui pro e i contro.

E’ arrivato il momento di rimettere mano alla legislazione in materia?

In Italia dopo la Legge Merlin, a parte alcuni provvedimenti scellerati, e dagli esiti nefasti, introdotti da improvvisati sindaci-sceriffi che miravano a punire i clienti, nulla si è più mosso da oltre mezzo secolo. Si preferisce ignorare le problematiche e la pericolosità correlate allo svolgimento della prostituzione in strada, questa sì oggetto spesso di “attenzione” da parte delle organizzazioni criminali che tentano di fagocitarla. Una realtà comunque sempre più minoritaria: in molti paesi d’Europa, a seguito delle politiche di regolamentazione e della presenza di club; in Italia, per la sempre maggiore concorrenza dei siti di annunci sul web, una vetrina potente e importante per chi opera nel settore e a cui Rosenberg dedica anche una trattazione diffusa e analitica.

I tempi sono quindi maturi per rimettere mano alla legislazione italiana sull’argomento e diversi esponenti politici hanno anticipato le loro proposte. Rosenberg le esamina tutte, ne mostra oscurità e debolezze comparandole con le esperienze europee e soprattutto con l’occhio sempre fisso a numeri e statistiche attendibili, quando troppo spesso si ascoltano invece numeri citati a casaccio e senza alcun riferimento. C’è una risposta anche alla domanda che agita spesso la curiosità di tanti cittadini: quanto guadagnerebbe l’erario se il fenomeno fosse soggetto a una tassazione verificata?

Un aspetto anche questo da tenere in considerazione nel quadro di un intervento legislativo, il cui scopo principale resta quello di costruire una dimensione dignitosa per le persone che lavorano nella prostituzione, in un paese che vuole definirsi “civile”.